AGRUMI
Phytophthora sp.
p. parasitica, p. citrophthora
updated 2004
Descrizione, Sintomi
Diffusa in diversi agrumeti la malattia causa ingiallimento delle foglie, dal
verde pallido al giallo con caduta delle stesse in fase più avanzata.
Il decadimento generale è palese anche se si manifesta con una certa
gradualità da pianta a pianta nelle aree colpite relativamente allo stadio
dell'infezione.
Fioriture eccessive e/o fuori stagione, vegetazione stentata, ridotta presenza
di radichette.
A volte i sintomi possono non essere ben distinguibili da altro, un esame di
laboratorio può accertarne la presenza, il tipo di phyt. e la virulenza
dell'attacco (soglia 15-20 propaguli per gr.).
Gli agenti dell'infezione, le zoospore, vengono trasportati dalle acque di irrigazione,
dal movimento delle acque di pioggia e presumibilmente dai mezzi meccanici.
Fungicidi
I fitofarmaci utilizzati e indicati ufficialmente per la lotta alle phyt. non
riescono, da soli, a controllare efficacemente la malattia se non apparentemente,
per un tempo limitato e a costi rilevanti.
Segnali di resistenza, oltre che in letteratura, appaiono sempre più evidenti
per chi opera in campo. L'uso di alcuni fungicidi in vivaio, mascherando la presenza
del patogeno concorre alla sua diffusione introducendo peraltro a volte ceppi
selezionati e resistenti di phyt.
Misure preventive
Migliorare lo sgrondo delle acque con interventi di drenaggio.
Introdurre piante esenti predisponendo un accertamento di laboratorio a campione
prima dell'impianto.
Risanamento
Controllo biologico e Difesa integrata
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Pianta
notevolmente devastata dopo alcuni mesi dall'inizio del risanamento
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Diversi aspetti
influenzano la riuscita di un piano di risanamento. Buona parte dei terreni nell'area
degli agrumi hanno caratteristiche proprie, in parte modificabili, che facilitano
la riproduzione e l'aggressività del patogeno. Il livello delle cure colturali,
in particolare irrigazione e concimazione, sono fattori decisivi in fase di recupero
o reimpianto in terreni infetti.
Il margine di errore in presenza di phyt. è alquanto ristretto. Una valutazione
sbagliata nell'irrigazione, nei mesi più caldi, può causare condizioni
di stress per le piante bloccando la crescita e riducendone le chances di recupero.
L'assimilazione e la mobilità delle sostanze nutritive vengono alterate
dalla malattia: alcune si concentrano nelle radici, altre restano bloccate nei
rami o nel fusto. A certi livelli di concentrazione un indispensabile elemento
per la nutrizione delle piante interferisce con la attività del fosetile
di Al. Un piano di concimazione che non tenesse conto di questi meccanismi, se
non sempre o del tutto dannoso, sarebbe un inutile spreco di tempo e denaro.
Appare quindi evidente l'importanza
di un approccio diverso dalla semplice ricerca di farmaci e la necessità
di seguire una filosofia di difesa integrata nell'affrontare il problema.
Applicare una metodologia di controllo biologico e colturale, sviluppata
in oltre un decennio di esperienze in campo e riscontri, è a nostro
avviso l'aspetto determinante per ottenere risultati stabili.
Un piano di risanamento, partendo
dalla specificità della situazione in cui si opera, si concretizza
in un insieme di interventi concatenati ed in sequenza riguardanti la
tecnica colturale, il controllo biologico, l'uso di prodotti di basso
costo compatibili con la misura A02 (biologico).
Negli agrumeti ricadenti nella misura A01 (integrato) i margini di intervento
più ampi potranno leggermente accorciare i tempi di risposta ma,
in ogni caso, l'uso eventuale di fitofarmaci se necessario va visto come
occasionale, coadiuvante, non indispensabile o determinante.
Durata, Costi
La durata del risanamento è di uno-due anni e il costo complessivo degli
interventi non supera quello di una normale gestione di un agrumeto.
I primi risultati possono già rilevarsi dopo pochi mesi e comunque all'interno
del primo anno.
Le possibilità di recupero anche di piante particolarmente devastate
sono notevoli.
Meccanismo di azione
Un piano di risanamento in presenza delle piante agisce su due linee parallele
interdipendenti:
- interventi sul patogeno nel terreno
bloccando la sua capacità riproduttiva, di diffusione, virulenza, creando
condizioni di tossicità e di antagonismo nei suoi confronti e una lenta
ma reale regressione.
- interventi sulla pianta stimolando
le sue capacità di reazione, di riemettere nuove radichette, con un
riequilibrio generale nell'assimilazione delle sostanze nutritive (alterata
dalla malattia).
Stabilità del risanamento
Obiettivo del risanamento è rendere stabile la regressione del patogeno
per sviluppate condizioni di repressività e di antagonismo nel terreno,
mantenibili con una normale corretta gestione tecnico economica dell'agrumeto.
In aziende affette da phytophthora parasitica con aree rilevanti notevolmente
devastate e soglie di trenta, quaranta, sessanta propaguli per gr. risanate
e riportate alla produttività nel 1991 ad oggi non appaiono segni di
ripresa dell'attività del patogeno.
Conclusioni
Troppo spesso una diffusa visione meccanica nell'affrontare il problema malattia,
una logica "patogeno —> farmaco risolutore" crea aspettative
su singoli interventi, tanto costosi quanto deludenti, aggravando di fatto la
situazione (selezione di ceppi resistenti).
Piani di concimazione basati su presupposti obsoleti, senza adeguate risposte
produttive contribuiscono ulteriormente a squilibrare il rapporto pianta- terreno
ed in ultima analisi a favorire indirettamente il patogeno.
Nell'attuale momento di crisi agrumicola per riportare alla produttività
impianti validi in zone di vocazione non si può prescindere da una gestione
tecnico economica e un rapporto costi- benefici più efficienti, ottenibili
solo attraverso interventi mirati e un approccio tecnico più complessivo.
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Commenti Considerazioni
Stiamo assistendo nell'ultimo anno ad una esplosione del fenomeno all'interno
di aziende che manifestavano in passato soltanto sintomi lievi anche se evidenti
e di limitata estensione. Le motivazioni crediamo vadano ricercate, oltre che
nei fattori ambientali (eventi favorevoli al patogeno), nella sottovalutazione
del problema e nell'uso di fitofarmaci con risposta di ripresa sempre minori
e per dei tempi sempre più brevi.
1. Le aree infette sono molto più ampie di quelle apparentemente interessate
(sintomi palesi) valutabili solo da un tecnico con esperienza di risanamento.
2. Un cattivo sgrondo delle acque favorisce l'infezione ma gli interventi di
drenaggio successivi (necessari) da soli non risolvono il problema, il patogeno
non regredisce: continua la sua corsa.
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